ADTEGLANUM. Quaderni di archeologia, storia e cultura. n. 2 (2019)


Autore: AA.VV.

Data di pubblicazione: dicembre 2019

Editore: l’arcael’arco edizioni

Luogo dell’editore: Nola (Na)

Stampa: Poligrafica Fusco

Luogo di stampa: Salerno (Sa)

Tipologia: rivista in quarto

Dimensioni: 21 × 29,7

Numero totale di pagine: 160

Disponibilità/prezzo: € 15,00

ISBN: 978-88-6201-219-5

Consultabile nella nostra Biblioteca “Maria Maddalena Nappi”

Indice

pag. 5Presentazione (SORRENTINO, Luigi)

pag. 7 – Abitare il tempo: antichi e nuovi toponimi della Terra di Palma (NAPPI, Maria Maddalena)

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La chiesa di Santa Maria de Arco tra passato e presente (2019)


Autore: NAPPI Maria Maddalena – SORRENTINO Angela

Data di pubblicazione: maggio 2019

Editore: Gruppo Archeologico Terra di Palma

Stampa: Michelangelo 1915 Editore

Luogo di stampa: Palma Campania (Na)

Tipologia: libro in ottavo

Dimensioni: 15,9 × 21,9

Numero totale di pagine: 102

Disponibilità/prezzo: € 15,00

Indice

pag. 7 – Prefazione (a cura di CIRILLO, don Domenico)

pag. 9 – Presentazione

pag. 13 – La chiesa di Santa Maria all’Arco tra passato e presente

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Un caso di abusivismo edilizio nell’Ottocento a Palma


Il contenzioso tra don Giuseppe Rainone, parroco di San Giovanni in Porta a Napoli, e i due sacerdoti delli Franci, zio e nipote, inizia nel 1816 e si concluderà nel 1827.

L’accusa di costruzione abusiva e di indebita appropriazione di suolo pubblico fu rivolta nel settembre del 1823 a don Rainone, che possedeva la proprietà alle Botteghe, dove attualmente si trova il crocifisso maiolicato, di fronte al casino dei signori delli Franci (ora proprietà Cassese). Proprio questi ultimi si appellano al sindaco e accusano il dirimpettaio di costruire sul suolo pubblico a danno alla loro proprietà. Don Giuseppe Rainone si appella al Sottintendente di Caserta, dinanzi alla Corte criminale, per avere giustizia, contro l’intervento del sindaco Vincenzo Nunziata, che gli impedisce la costruzione di un pilastro di fabbrica su cui appoggiare un muro e un portoncino a livello di una loggia che si è visto costretto a costruire. Il sindaco Vincenzo Nunziata, abusando del potere nell’esercizio delle sue funzioni, ordinò ed  in parte eseguì con le proprie mani la demolizione di detto edificio, provocando pericolo di crollo dello stesso.

Dalla lettura del fascicolo emerge che l’intervento edilizio del Rainone si è reso necessario dopo la riattazione della strada da parte del comune, che essendo stata rialzata in seguito all’alluvione, aveva completamente seppellito il cellario di sua proprietà della capienza di 80 botti e un tinaccione di legno che non ha potuto più usare, portando il piano superiore quasi all’altezza della strada con grave danno per la privacy e la sua stessa incolumità. Di conseguenza era stato costretto a innalzare un pilastro a sostegno del muro, per costruire una loggia a protezione del piano superiore.

L’8 giugno 1825 il sacerdote don Luigi e don Francesco de Franci, zio e nipote, accusano il sacerdote Giuseppe Rainone di aver occupato il suolo pubblico per una larghezza di palmi 13 e per la larghezza di palmi 9 e ne chiedono la demolizione. Dopo questa denuncia il decurionato il 2 ottobre 1825  riunitosi decide di annullare una precedente decisione e di procedere contro il parroco Rainone, per evitare che l’abuso di usurpazione fosse di cattivo esempio. Il 15 febbraio 1826 il sottintendente di Nola invita il comune a rivedere la sua posizione dal momento che dagli atti dell’anno 1751, presentati dal Rainone, si evince che il suolo era di proprietà privata. In relazione a questa vertenza si legge, però, in un altro documento che il parroco Rainone aveva chiuso illegalmente la strada che collegava via Botteghe con il Casale, per cui gli abitanti erano stati costretti a ricorrere all’intervento del sindaco per ripristinare il passaggio.

La sentenza alla fine sarà favorevole al Rainone che dimostrerà con il testamento del 1751 di essere proprietario dello spazio dinanzi alla sua proprietà.

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Nella foto in apertura di questo post: Stralcio di pianta topografica del centro di Palma dell’800 dalla mappa 1801-1850. Golfo di Napoli, Autore sconosciuto.

L’orologio sul palazzo comunale


(articolo pubblicato nel periodico “Passaparola”)

di Maria Maddalena Nappi

Il nostro orologio, che campeggia sul palazzo comunale, ha compiuto cent’anni e nessuno se n’è accorto. Fu costruito nel 1911, dopo anni di lamentele (fin dal 1815), proteste e contestazioni sull’ubicazione della struttura.

La storia comincia nel 1888, perché il vecchio orologio, installato nella torre in piazza Mercato, richiedeva spese onerose per la manutenzione, a causa della vetustà del meccanismo, come si dichiara nella delibera comunale e per la difficoltà della lettura dei quadranti per la costruzione del palazzo De Martini. Per cui si intraprendono contatti con il professore senatore Giuseppe De Martini per Continua a leggere “L’orologio sul palazzo comunale”

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